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SCATTA L'ORA ROSSA DELLA CDP, DA LUNEDI' SARA' AGITAZIONE SINDACALE PDF  | Stampa |
News - Cronaca
Scritto da Giovanni Tortora   
Sabato 11 Febbraio 2012 09:10

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Dopo un mese di silenzio assordante d'istituzioni e forze politiche, e lo spettro di una nuova lista già redatta con 500 dipendenti destinati alla mobilità, le 7 sigle sindacali dell'ente si preparano a dar lotta da subito per il mantenimento dei posti di lavoro

 

LE VOCI DI CORRIDOIO NEL SILENZIO ASSORDANTE  

Da quasi un mese, dopo soli quindici giorni di acceso interesse pubblico e politico, tutto ha taciuto dentro e fuori i cancelli della Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie. Eppure le voci di corridoio danno per certa l'ennesima salvezza dell'Opera Don Uva grazie ad un emendamento al decreto Milleproroghe in fase di approvazione del Governo Monti (ci si domanda se realmente grazie all'intervento di Boccia assieme ad Azzollini, v. articolo 14.01.2012). Il decreto permeterebbe la dilazione del de bito della Casa, ammontante sicuramente oltre i 200 milioni di euro da dilazionare in "comode" rate mensili da pagare in alcuni anni.

Eppure per partire con il risanamento bisogna produrre un piano industriale dell'azienda, piano preteso a gran voce il mese scorso da tutte le parti politiche interessate: Prefettura, Regione, Provincia e Comune. Ricordiamo inoltre che tutta la politica a gran voce chiese un'assunzione di responsabilità degli amministratori della Cdp e chiese in molti casi affinché fossero addirittura sostituiti o commissariati (v. ad esempio le dichiarazioni nell'articolo del 05.01.2012).

Dopo tutto questo gran trambusto, nato a dicembre dalle richieste di sostegno fatte alle istituzioni dalle 7 sigle sindacali interne (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi, Usppi, Ugl), e sviluppatosi nei primi quindici giorni dell'anno, ecco quindi che la calma più piatta ha portato la questione nel dimenticatoio. Quasi che i problemi economici strutturali di un'azienda potessero veramente esser risolti con la posticipazione della soluzione di un problema, tornando quindi a nascondere la polvere sotto il tappeto.

 

L'AGITAZIONE DEI SINDACATI

Certi nodi però, prima o poi vengono al pettine, ed ecco quindi che dalla calma piatta si sta passando seriamente al temporale. Ieri mattina, per la precisione, un'assemblea sindacale ha determinato l'inizio dello stato d'agitazione dei lavoratori dell'Opera Don Uva. Nella lettera di convocazione di tale assemblea leggiamo innazitutto la denuncia del succitato silenzio "da parte dell'amministrazione dell’ente, Regione Puglia, istituzioni, forze politiche, quasi quanto discusso ed impegnato nei giorni scorsi, ( presentazione di documentazioni, emendamenti, interrogazioni consiliari, consigli comunali), sia stato frutto di fantasie, e non necessità di assunzioni di responsabilità in ordine ad un dramma che starebbe per compiersi" (sic).

L'ombra, di cui molti hanno certezza, è quella dell'esistenza di una "lista nera" già compilata di lavoratori che, a due o tre anni dal pensionamento, possano andare da subito in mobilità. Una lista che in molti definiscono composta da circa 500 dipendenti e localizzati in tutte e tre le sedi dell'Opera Don Uva (Bisceglie, Foggia e Potenza).

Lunedì prossimo questo stato di agitazione dovrebbe esser quindi comunicato al Prefetto (ricordiamo che, in quanto struttura sanitaria assistenziale, la legge prevede che le manifestazioni dei lavoratori debbano permettere alla struttura di garantire comunque una quantità di assistenza minima, e quindi le azioni di protesta devono essere preannunciate con 10 giorni d'anticipo). Insomma, a breve i sindacati metteranno in atto le iniziative di lotta per la salvaguardia dei posti di lavoro e dei ricoverati dell'opera di Don Pasquale Uva. I sindacati chiedono oggi anche la solidarietà, non tanto più delle istituzioni e della politica (da cui sembrano veramente scottati), ma soprattutto "di quanti nella Città di Bisceglie e nelle Città limitrofe convivono con queste aspettative".

Insomma, una chiamata alle armi di chi intanto prepara le trincee, per un lunedì in cui scatterà effettivamente l'inizio di azioni reali di protesta dei lavoratori della Casa della Divina Provvidenza, chissà se contemporaneamente all'approvazione dell'emendamento al milleproroghe di Monti.